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MABON, L'EQUINOZIO D'AUTUNNO


Il 21 settembre la tradizione celtica vede celebrarsi Mabon, la festa per l’arrivo dell’autunno. Ci sono diverse correnti per la precisa data in cui festeggiarlo: alcune tradizioni seguono l’esatto momento dell’equinozio (che per questo 2017 sarà il 22 settembre), altre invece scelgono una data fissa. Qualsiasi sia il metodo che tu hai scelto, le energie non durano mai un solo giorno. Come ci ricordano gli antichi, che solevano festeggiare per più giorni qualsiasi festività, quello che davvero conta è rendersi consapevoli del periodo che stiamo vivendo.

Mabon è una porta di passaggio, un confine che segna la fine dell’estate, delle giornate all’aria aperta, delle lunghe giornate di sole, degli abbondanti raccolti… per iniziare la lenta discesa verso i mesi bui e freddi, verso l’inverno interiore. Possiamo accorgerci allora che i ritmi rallentano, che abbiamo voglia di passare del tempo da soli.

Non di rado il nostro umore in questo periodo dell’anno si fa un po’ ballerino: in quanto festa dell’equilibrio (in questa giornata infatti notte e giorno hanno egual durata) potrebbe smuovere in noi tutti i sentimenti, le situazioni, le emozioni e i pensieri che non sono in equilibrio. Confusione, spaesamento, nervosismo potrebbero essere stati d’animo comuni, soprattutto se abbinati al bisogno di interiore di ritmi più lenti e una società esteriore che invece ci chiede di operare a pieno ritmo. Cerchiamo, per quanto possibile, di ritagliarci dei momenti nelle nostre giornate in cui fermarsi, bere una tisana, leggere un libro, meditare e godere del tempo speso per noi.

I colori di Mabon sono caldi e avvolgenti: marrone, arancione, rosso, giallo… sono i colori della terra, degli alberi, delle foglie. È come un ultimo abbraccio della natura con uno dei suoi vestiti più belli, prima di spogliarsi completamente. E allora celebriamo assieme alla natura, passiamo del tempo con lei, ammiriamola in questa sua meravigliosa veste e lasciamo che adorni anche noi con le sue energie.

Il nome “Mabon” si rifà a una divinità celtica, solitamente non molto conosciuta e associata spesso alla figura di Apollo. È infatti un dio del sole, il cui nome significa “Figlio della Grande Madre”. Ci ricorda il nostro legame con la Madre Terra, ci ricorda l’importanza di prenderci cura del suolo su cui camminiamo, ne siamo responsabili. E, non per ultimo, ci ricorda di ringraziare per tutti i doni che abbiamo ricevuto. La Ruota infatti sta giungendo al suo termine, un altro giro si prepara ad arrivare ed è allora il momento giusto per fare bilanci, per analizzare come sono andate le cose, per valutare dove e come possiamo migliorare e per ricordare tutte le lezioni che questo anno ci ha portato. Guardiamo al passato, ringraziamolo per quello che è stato, nel bene e nel male, perché ci ha portato ad essere qui, ora.

Anticamente questa festività segnava i nuovi inizi: era tempo di iniziazioni, di percorsi spirituali e di pellegrinaggi. Il mio augurio è proprio questo: diventate pellegrini. Diventate persone che non hanno paura di percorrere la loro strada, diventate persone che non temono di sporcarsi e fare fatica, diventate persone che hanno gioia nell’incontrare l’altro, ma che sanno anche trovare felicità nella saggezza della solitudine. Diventate persone che prendono in mano la propria vita e ne diventano i padroni, scegliendo il percorso da percorrere e il ritmo del passo. Diventate persone in grado di rallentare per fare un pezzo di strada con qualcun altro. Diventate persone che sanno ammirare i panorami che li circondano, persone attente a ogni dettagli di bellezza. Diventate persone che sanno adattarsi e che non temono l’imprevisto, trovando sempre qualcosa di creativo nelle sfide della vita. Diventate, in una parola, dei pellegrini.

(Photo by Pinterest)

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